La Darbia blog

UN MONTE «ORFANO» E UN OLMO SECOLARE

Lun, 19 settembre 2016
UN MONTE «ORFANO» E UN OLMO SECOLARE
Quando arriva la bella stagione mi piace fare delle passeggiate, facili escursioni che permettono di ammirare il panorama e respirare un po’ di aria buona. Così vorrei suggerire qualche itinerario anche ai nostri amici della Darbia. Proprio stamattina, anche se la giornata non promette bene, ho de..
Quando arriva la bella stagione mi piace fare delle passeggiate, facili escursioni che permettono di ammirare il panorama e respirare un po’ di aria buona. Così vorrei suggerire qualche itinerario anche ai nostri amici della Darbia.
Proprio stamattina, anche se la giornata non promette bene, ho deciso di raggiungere il Montorfano, che si innalza isolato vicino alla foce del Toce, tra il lago Maggiore e il Lago di Mergozzo. Si sale senza fatica, lungo la strada carrozzabile, fino al minuscolo borgo costruito intorno alla vecchia e affascinante chiesa romanica dedicata a San Giovanni Battista. E’ un edificio piccolo e graziosissimo, sempre aperto di mattina e visitabile senza difficoltà.
Nel giro di dieci minuti, si può raggiungere un punto panoramico meraviglioso, il cosiddetto “Belvedere” da cui si spinge lo sguardo verso le isole Borromee, di fronte a Stresa, ma anche in direzione di Pallanza.



Il corso sinuoso del fiume Toce, che nasce ottanta chilometri più a monte, si può ammirare dall’alto mentre il «signore della Val d’Ossola» si getta nel Lago Maggiore.
Lungo le pendici del Montorfano si possono anche visitare i resti della Linea Cadorna, un insieme di fortificazioni costruite durante la Prima guerra mondiale. Ma vorrei ricordare che questa è anche la zona delle cave di granito bianco e dei cosiddetti “picasass”, veri artisti della lavorazione della pietra che hanno scritto col loro sudore la storia di questi luoghi.



Riprendo la mia passeggiata e inizio la discesa che è altrettanto agevole: si percorre il “sentiero Azzurro” e si sbuca, dopo un percorso tra i boschi, proprio nella piazza di Mergozzo, di fronte al lago e davanti al famoso olmo secolare, una pianta completamente cava, che domina il centro del paese dal 1600. L’atmosfera è tranquilla, il lago calmissimo, qualche pescatore sta rientrando a riva perché si è ormai fatta l’ora di pranzo.
Allora scelgo di fermarmi in uno dei tanti locali che ospitano i loro tavolini sotto i portici e mi concedo un aperitivo. Ci sono anche pizzerie, gelaterie e deliziosi ristorantini. Ma prima di riprendere il cammino, vale la pena acquistare la famosa “fugascina”, una focaccia dolce tipica di Mergozzo, un tempo preparata per la festa di Sant’Elisabetta.
Mentre esce anche un timido sole, posso godermi ancora per un po’ la vista del piccolo lago e assaporare la sua quiete, prima di tornare alla mia amata Darbia.

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