La Darbia blog

(Non) chiamateci romantici

Testo di Claudia Femia

Gio, 11 marzo 2021
(Non) chiamateci romantici
O forse sì… Perché non c’è proprio niente di male nel ricercare itinerari e panorami capaci di trasformare la polvere della quotidianità in una nebbia dorata. Ma i veri romantici esistono ancora? Gli inguaribili sognatori, appassionati e sentimentali, capaci di commuoversi per un tramonto o di vive..

O forse sì… Perché non c’è proprio niente di male nel ricercare itinerari e panorami capaci di trasformare la polvere della quotidianità in una nebbia dorata.

Ma i veri romantici esistono ancora? Gli inguaribili sognatori, appassionati e sentimentali, capaci di commuoversi per un tramonto o di vivere con trasporto una dolce esperienza?
Credo proprio che un pizzico di romanticismo si nasconda in ognuno di noi ed emerga quando un ambiente suggestivo ci ricorda che siamo capaci di emozioni profonde e gesti galanti. Fare una passeggiata nel parco del Valentino di Torino, per esempio, non può che suscitare pensieri languidi in un’atmosfera incantevole.
Questo grande parco è senz’altro uno dei luoghi più conosciuti della città, situato lungo le rive del Po costituisce una grande area verde che ospita viali alberati, giardini curatissimi, ruscelli e fontane, tra esemplari di fiori esotici e simpatici scoiattoli molto socievoli.

Leggere un libro riparati dalle fronde di qualche pianta secolare o allestire un pic-nic a sorpresa per la nostra dolce metà o, ancora, visitare il Borgo Medievale e il Giardino roccioso, sono solo alcune delle attività che si possono organizzare in quello che rappresenta il vero polmone verde della città. Ma oggi è una particolare panchina ad attirare la mia attenzione, quella dei «lampioni innamorati», installazione realizzata dal maestro giardiniere Rodolfo Marasciuolo che celebra l’amore romantico: due lampioni seduti vicini, in compagnia di un gatto che si stiracchia, riescono trasmettere tutta la delicata complicità di due teneri amanti.

Per chi ama i tramonti “ruba-baci”, sempre a Torino, raccomando anche il panorama meraviglioso che si gode dal piazzale della Basilica di Superga o la splendida veduta della città che si ammira dal Monte dei Cappuccini, un luogo magico e decisamente sentimentale.

Un’altra destinazione ad alto tasso di romanticismo è il Recetto di Candelo, piccolo e intimo borgo della provincia di Biella, luogo dal fascino fiabesco, quasi sospeso nel tempo. Le stradine con ciottoli tondeggianti, le mura con torri merlate e il palazzo del principe ci riportano al lontano Medioevo, quando il recetto venne costruito dalla popolazione rurale come ricovero fortificato per conservare e difendere i beni più preziosi della comunità. Passeggiare nelle cosiddette “rue” è un’esperienza così romantica che molti giovani sposi vengono proprio qui a scattare alcune delle fotografie da inserire nel loro prezioso album di nozze.

Concludo i miei consigli per “cuori appassionati” ricordando, naturalmente, gli scorci suggestivi che sa regalare il nostro lago d'Orta, come la veduta dell’isola dal giardino di villa Bossi o dal sagrato del Sacro Monte, dove il filosofo tedesco Nietzche ricevette un tenero bacio dalla giovane Maria Salomè, in un pomeriggio di vero idillio.

Se siete innamorati, non c’è niente di meglio che un giro in battello, una passeggiata mano nella mano intorno al promontorio di Orta, una cena a lume di candela, magari proprio al ristorante della Darbia… Un gesto galante, uno sguardo intenso, una luce particolare, sono tante le sfumature del romanticismo. Basta allenarsi a saperle cogliere.