La Darbia blog

Il Miracolo della Madonna della Bocciola

Testo di Claudia Femia

Mar, 29 aprile 2014
Il Miracolo della Madonna della Bocciola
In una calda giornata di primavera di quasi cinque secoli fa, per la precisione il 28 marzo 1543, Giulia Manfredi, una giovane pastorella muta dalla nascita, si trovava a pascolare le mucche e le poche pecore della sua famiglia su di un verde pianoro in prossimità della sua casa. Come tutti i giorn..

In una calda giornata di primavera di quasi cinque secoli fa, per la precisione il 28 marzo 1543, Giulia Manfredi, una giovane pastorella muta dalla nascita, si trovava a pascolare le mucche e le poche pecore della sua famiglia su di un verde pianoro in prossimità della sua casa.

Come tutti i giorni la ragazzina si fermò a pregare senza voce davanti ad una piccola cappelletta raffigurante la Madonna col Bambino; ma quel giorno, tra i rami di un pruno selvatico (Biancospino o “bocciolo” nel linguaggio locale) posto accanto alla cappelletta, apparve la Vergine Maria che assicurò alla giovane che l’avrebbe accolta in Paradiso; le domandò inoltre di dire a tutti che la Madonna, in cambio delle grazie che era pronta ad elargire, chiedeva di essere solennemente festeggiata in quel luogo ogni sabato pomeriggio.

“Non mi crederanno”, disse Giulia alla Vergine, ma questa le rispose di avere fiducia, e così la povera pastorella tornata a casa si accorse di aver acquistato il dono della parola e, mentre raccontava a tutti dell’apparizione, le campane della Chiesa si misero a suonare a festa senza che alcuno le toccasse.

La notizia della prodigiosa apparizione si diffuse ben presto ovunque e la Santa Madre dispensatrice di grazie richiamò frotte di fedeli da tutti i villaggi delle Alpi ed in particolare dal Vallese. Da quel giorno, come testimoniano gli annali del Santuario, si registrarono copiosi miracoli: dalla salvezza nel corso di incidenti alla guarigione di malati gravissimi.

Nel luogo dell’apparizione, al posto della piccola cappella, ebbe inizio nel 1628 la costruzione del Santuario che oggi ci appare nella sua impostazione tipicamente neoclassica col solenne colonnato in granito rosa; al suo interno vengono conservati alcuni frammenti del pruno su cui era apparsa la Madonna.

Un’ultima nota per i nostri ospiti: il Santuario è posto sulla collina proprio sopra La Darbia; nel caso decidiate di raggiungerlo a piedi, appena usciti dal cancello, prendete subito la prima strada a sinistra (Via Giulia Manfredi); raggiunto in cima alla salita il piccolo borgo di Vacciaghetto noterete sul muro della prima casa a destra una lapide in pietra che indica la dimora della giovane pastorella.